Una storia, tante storie, intervista a enciclopediadelledonne.it

«Un fatto di cronaca avvenuto nel capoluogo della provincia m’indusse irresistibilmente a scrivere un articoletto e a mandarlo ad un giornale di Roma, che lo pubblicò. Era in quello scritto la parola femminismo. E quando la vidi così, stampata, la parola dall’aspro suono mi parve d’un tratto acquistare intera la sua significazione, designarmi veramente un ideale nuovo.»

da Una donna (1906) di Sibilla Aleramo, Feltrinelli 1999

Nomi e cognomi. Ritratti di donne che superano i confini temporali e geografici consultabili on-line sotto forma di un’enciclopedia in continuo aggiornamento.

Le voci dell’enciclopediadelledonne.it sono pubblicate sotto una licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 4.0: tutti i contenuti possono essere ridistribuiti liberamente se vengono attribuiti ai rispettivi autori e appartenenti al progetto e non utilizzati a scopo commerciale.

Le curatrici-fondatrici sono Rossana Di Fazio e Margherita Marcheselli con un primo gruppo di madrine illustri (Mariateresa Fumagalli, Sylvie Coyaud, Giuliana Chiaretti, Carla Stampa), e il contributo di tutte le autrici e autori che partecipano all’Impresa.

La nostra intervista a Rossana Di Fazio e a Margherita Marcheselli che ringraziamo per la cortesia e la disponibilità.

Radunare, illuminare, costruire e divulgare attraverso un’impresa collettiva la conoscenza di nomi e cognomi di donne che con le loro storie hanno fatto la Storia. Quando è nata e che cos’è enciclopediadelledonne.it?

Sono le parole che preferiamo per presentare il nostro progetto, i principi-base di ogni enciclopedia.

enciclopediadelledonne.it è nata l’8 marzo 2010: è l’unico progetto di questo genere in Italia e uno dei due o tre internazionali – quello tedesco di Fembio, ad esempio. 

Il nostro intento è dare spazio e visibilità a una ricerca storica molto intensa che non raggiunge mai il grande pubblico, e incoraggiarne altra: altro studio, altra ricerca, altre curiosità. Proprio per questo abbiamo avviato anche un’attività editoriale.

Oggi non mancano siti che propongono profili femminili, anche quando abbiamo cominciato c’era un tentativo di questo tipo, il sito di Anna Maria Crispino L’araba fenice, nel quale erano proposte diverse biografie eccellenti, pensato come una raccolta esemplare più che con un progetto sistematico.

Noi abbiamo voluto fare una cosa diversa, sistematica appunto e in progress, coerentemente con le opportunità che offre il web, che ci ha liberato dalla questione degli elenchi e delle gerarchie che condizionano i progetti cartacei all’origine. Popolare la rete di vite concrete, reali, di ogni tempo e paese. E oggi abbiamo l’onore di annoverare oltre 400 fra autrici e autori, e di aver pubblicato circa 1500 voci, un mare di biografie.

Era necessario secondo noi costruire una risorsa in rete in cui si potessero consultare percorsi femminili, perché non dimentichiamo che la soglia di ingresso alle donne – anche nelle enciclopedie “generaliste” – è molto alta. E come posso incontrare qualcuno che non conosco? enciclopediadelledonne.it rende questo incontro facile, possibile e auspicabile.

Tutte le voci biografiche da enciclopediadelledonne.it

Sfogliando on-line le voci biografiche un aspetto molto interessante è quello di venire a conoscenza di figure femminili oggi dimenticate. Qualche esempio da menzionare?

Eh sì, le donne tendono a sparire! La macchina dell’oblio è sempre molto efficiente. Esempi ce ne sono tanti.

Adelaide Ristori fu un’attrice celeberrima nell’Ottocento – in tutto il mondo! Anche noi ne abbiamo saputo l’esistenza grazie all’esperta di riferimento, la compianta Teresa Viziano, che l’ha portata nell’enciclopedia. Ma quante ce ne sono?! Musiciste, artiste, politiche: Cristina di Belgioioso che ora qualcuno conosce grazie al fatto che se ne è parlato, era celebre nella sua epoca per la sua attività di patriota e di editrice e autrice.

Bisogna riscrivere questi contesti, raccontare diversamente e non pensare che la presenza femminile sia un’eccezione, una variazione della storia o una novità. Bisogna studiare e sapere di non sapere.

Ma abbiamo anche un’altra missione: a noi interessano percorsi non illustri, cioè percorsi di vita documentati che raccontano la vita di tutti e momenti di storia che non è solo femminile. Operaie, ricamatrici, o balie portano nell’enciclopedia dei brani di vita che non ci sono in nessun libro di storia.

Voce Adelaide Ristori (autrice Teresa Viziano) da enciclopediadelledonne.it

Nella veste di casa editrice è di recente pubblicazione il volume Mappa femminile della città di Milano. Itinerari nel centro storico di Lorenza Minoli, con la collaborazione di Linda Bertella, una guida che propone cinque percorsi per raccontare una città delle donne attraverso le tracce delle memorie architettoniche. Qual è il contributo più prezioso a noi lasciato in eredità?

La mappa è frutto di un enorme lavoro e non ce n’è un’altra in cui troverete quello che c’è lì.

È una specie di enciclopedia a passeggio per la città e dimostra quello che sappiamo tutte e tutti: che le donne abitano questo mondo, le strade, le città, e sono parte integrante della storia e della vita. Sembra una tale ovvietà che ricordarlo sfiora l’assurdo, ma assurdo è vedere che quel lavoro di cancellazione è sistematico, quotidiano. La presenza femminile non si è limitata alle case, alle relazioni familiari, ma ha investito tutta la vita sociale e pubblica, e anche l’organizzazione sociale, molto, molto tempo fa.

Nella Mappa si mette in evidenza che la cattedrale, il Duomo, ha una iconografia fortemente femminile: la facciata è un’esaltazione delle donne dall’Antico Testamento sino a Maria bambina e Regina (la Madonnina).

Milano è la città della Scala, della moda, del design e dell’architettura ed ecco che nella guida finalmente si racconta delle tante ballerine, cantanti, stiliste, architette e designer e artigiane che hanno costruito la città e contribuito fortemente a farne quello che è.

Lorenza Minoli; Linda Bertella, Mappa femminile della città di Milano. Itinerari nel centro storico. Spazi, storie, architetture, figure, Enciclopedia delle donne 2022

Nella nostra società spesso gli uomini decidono per le donne: quanto c’è ancora bisogno di femminismo?

Crediamo che le nuove generazioni di ragazze abbiano molto chiaro che possono e devono decidere da sole. Il femminismo si è fatto strada in modi molto sotterranei e il contributo femminile alla vita pubblica è stato enorme, come dimostra l’enciclopedia con tantissimi ritratti di sindacaliste, ostetriche, avvocate.

Decidere è una responsabilità, che ti leva dalle trappole della protezione. La questione forse si potrebbe rovesciare: quanto abbiamo intenzione di sopportare ancora prima che questo connubio fatto di rispetto e diritti, di ascolto e attenzione, di libertà e amore si faccia finalmente strada? Quanto possiamo accettare che ignoranza e sessismo tengano banco nella vita delle persone?

Ma una volta che ci siamo fatte questa domanda salta fuori la radicalità del femminismo che chiede se siamo prontǝ a ribaltare una società fondata sul privilegio patriarcale: molto più che uguaglianza dei diritti, perché se i rapporti di potere sono quelli vigenti, il gioco a sottrarre autodeterminazione è continuo.

Abbiamo immaginato uno scaffale dei libri suggeriti dagli amici di Bianco Critico, un consiglio di lettura da parte di enciclopediadelledonne.it?

Suggeriamo tre libri da noi pubblicati: sono saggi piacevolissimi da leggere, divulgativi e documentati, pensati per il grande pubblico e non esclusivamente per un ambito accademico.

Il primo è di Vittoria Longoni ed è Madre natura. La dea, i conflitti e le epidemie nel mondo greco, e racconta della dialettica maschile-femminile nel mondo greco, e di come il patriarcato – che non è un dato di natura – porta nella storia la logica della guerra, del dominio sulla natura e sulle donne; le fonti che l’autrice fa parlare ci restituiscono il senso concreto di questa dialettica, e di un altro mondo possibile, presente negli inni e nei poemi.

Il secondo è Vietato Scrivere. Come soffocare la scrittura delle donne di Joanna Russ, una celebre scrittrice americana che si è messa a studiare come sono state accolte le scritture di autrici che oggi riteniamo protagoniste della letteratura mondiale: Virginia Woolf, Emily Brontë e tante altre. È una occasione straordinaria per capire che nel tempo le strategie con cui si “ridimensiona” la scrittura femminile sono ricorrenti e feroci e animate esclusivamente da una sorta di riserva preliminare a credere che una donna possa aspirare a essere una buona scrittrice. È una lettura che vi farà riconoscere le trappole del sessismo, che non è mai benevolo. Ma per capirlo serve più cultura, più condivisa, più onestà intellettuale – più voglia di conoscere.

L’ultimo libro pubblicato, infine, speriamo che finisca in tutte le scuole superiori e le università: Corpo Mente di Sandra Plastina e Emilio Maria De Tommaso, racconta e fa parlare alcune filosofe che hanno scritto fra il Quattrocento e il Settecento, sconosciute eppure influenti nel proprio tempo, che scardinano proprio quel dualismo fra mente e corpo che ha pesato sulla libertà delle donne e sul riconoscimento delle loro facoltà intellettuali. È ora di conoscerle no?

Immagine in evidenza: collage, da sinistra in ordine Charlotte Salomon (dipinto di), Toni Morrison, Hedy Lamarr, Cristina Trivulzio di Belgioioso, Doris Lessing, Agatha Christie, Angela Davis, Giovanna d’Aragona

Maria Baffigi

Pubblicità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...